PanDeTù, dolce natalizio con farina di Segale e Castagne 100% Valle Camonica.

Il PandeTù con farina integrale di segale 100% Valle Camonica
e farina di Castagne di Cimbergo.

Il PandeTù è il dolce di Natale che nasce in Valle Camonica, è buono, genuino e sostiene il territorio. Aiutiamo chi sta lavorando per salvare i terreni dall’incuria e dall’abbandono. Il PanDeTu è un progetto che coinvolge molte persone: gli agricoltori ed organizzatori coinvolti durante la festa de LoPanNer 2018, Andrea Gregorini che ne ha perfezionato la ricetta, i negozi ed i partners che hanno reso possibile la vendita, la società Glocalcom che con Andrea ne ha seguito sviluppo e promozione. Il costo del PanDeTu è di 18 € al pezzo.

Farina di segale e castagne

Prodotto con materie prime Camune: farina integrale di segale, macinata a pietra nel mulino Tognali di Esine e nel mulino Salvagni di Malonno, farina di castagne di Cimbergo, miele di castagno camuno. Materie prime 100% Valle Camonica.

La segale proviene dalla Valle Camonica, coltivata in buona parte dall’azienda agricola Roncadizza di Darfo Boario Terme (Agriturismo la Lumaghera) con l’integrazione di granella proveniente da Doverio (Corteno Golgi) e dai terreni nell’area di Malonno. Granella di segale arrivata a Dei Camuni grazie alla festa de Lo Pan Ner. Per avere qualità, ma anche quantità, ci siamo rivolti a Dario Bonfanti dell’Azienda Roncadizza che coltiva in modo naturale (visitare per credere); al contempo abbiamo acquistato granella da piccole aziende attive nella reintroduzione della segale sui pendii della media ed alta Valle Camonica.

Bilina (bellina), Castagna essiccata di Valle Camonica.

Le castagne

Le castagne utilizzate per la farina, prodotta dal Mulino Tobia, sono tutte essiccate con metodo antico della grà: graticcio posto sul soffitto di locali dove viene accesso il fuoco. La fase di essiccamento, che avviene per affumicatura, è un metodo utilizzato sin dall’antichità per ottenere una lunga conservazione e rendere le castagne profumate e adatte alla molitura. La molitura delle castagne è un procedimento lento e lungo, ogni carico può richiedere dalle 18 alle 20 ore: non a caso nei pressi della macina di Cimbergo c’è la “stanzetta” dove il mugnaio può riposarsi e al tempo stesso controllare durante le fasi di molitura.

Panettone con Segale e Castagne
Fetta di Panettone con Segale e Castagne

La ricetta di Andrea Gregorini di Tù

Il Pandetù è realizzato su ricetta di Andrea Gregorini di Tù: consulente per decenni di fornerie, pasticcerie ed industria alimentare. Maggiori informazioni sulla passione di Andrea per la segale della Valle Camonica, clicca qui.

Dolce essenziale

Il sapore è delicato ma persistente, al taglio si apprezza subito il profumo caratteristico, mentre al palato la farina di castagne e di segale conferiscono una nota dolce unica e particolare che si trasforma in un ricordo piacevole e persistente. Si fanno sentire le uova ed il burro locale. Alla masticazione è soffice ma non troppo: ricorda la spongada (dolce tipico Valle Camonica). È un dolce camuno anche per via dell’essenzialità. Per chi gradisce le consistenze cremose e sapori più complessi è consigliata una crema di accompagnamento: nei prossimi giorni pubblicheremo una ricetta creata ad hoc.

Come averlo

Se vuoi lo puoi anche acquistare online, subito, e ricevere la tua spesa a casa, in Valle Camonica con soli 2€, a Brescia con 3€.
Oppure, puoi prenotare il PandeTù tramite Messenger di Facebook (clicca qui) per poi riceverlo a casa o ritirarlo presso uno dei nostri punti di ritiro in Valle Camonica: Vezza d’Oglio (Casa del Parco), Ceto (Agriturismo San Faustino), Malonno (Bena’s Bar), Darfo (Forneria al Nonno Army). Contattaci per informazioni tramite Facebook Messenger, senza impegno. Il costo del PanDeTu è di 18 € al pezzo. Per le spedizioni in Italia i costi di spedizione sono 5,50€, se acquisti più di un PandeTù o se abbini il PandeTù ad altri prodotti ti regaliamo la spedizione [contattaci prima di fare l’acquisto], qui tutti i nostri prodotti.

Perché è importante il panettone

Immergendosi nelle radici storico-culturali di questo dolce, l’utilizzo di un pane votivo durante le festività del solstizio invernale (sostituito poi, con il Cristianesimo, dalle festività natalizie) è attestato già presso le popolazioni celtiche a cui dobbiamo l’utilizzo in chiave benaugurante di altri simboli “natalizi” quali l’abete, il vischio e l’agrifoglio. Era un pane impastato con farina, frutta secca e miele (ingredienti preziosi), da regalare e consumare come segno di una nuova stagione di abbondanza e ricchezza. L’antenato dell’odierno panettone, il “pan grande“, veniva preparato in famiglia, collettivamente, e consumato al rientro dalla messa di mezzanotte secondo un rituale che affidava al membro più anziano l’onore del taglio e destinava una fetta al primo povero che avesse bussato alla porta. Ancora non era il nostro panettone, ma un dolce che aveva la forma di una grossa pagnotta, ed era quindi meno lievitato.

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